Iperemia congiuntivale: che cos’è e come trattarla

In medicina con il termine iperemia si indica, in generale, un aumento del flusso di sangue in una determinata parte del corpo. L’iperemia congiuntivale, in particolare, è l’aumento del flusso sanguigno a livello della congiuntiva, la sottile membrana mucosa che ricopre l’interno della palpebra (congiuntiva tarsale), la superficie anteriore del bulbo oculare (congiuntiva bulbare), cornea esclusa, e gli spazi di congiunzione tra palpebra e bulbo (fornici congiuntivali superiore e inferiore).

Si tratta di una delle manifestazioni patologiche più comuni che si possono riscontrare a carico di un solo occhio o di entrambi, negli adulti ma anche nei bambini. La terminologia medica potrebbe non suonare familiare, ma l’iperemia congiuntivale corrisponde semplicemente a un arrossamento degli occhi. Questo disturbo, infatti, deriva da una dilatazione dei vasi sanguigni del microcircolo della congiuntiva (a sua volta imputabile a molteplici fattori, come vedremo), che risulta immediatamente visibile come un arrossamento a livello oculare poiché tale membrana ha un aspetto traslucido.

Non si tratta di una patologia a sé stante, ma di un sintomo al quale prestare la dovuta attenzione, anche se nella maggior parte dei casi l’arrossamento degli occhi è attribuitile a irritazioni e fastidi non gravi.

Vediamo insieme le principali cause del rossore agli occhi, i sintomi che possono comparire in associazione, e i possibili rimedi per recuperare la salute oculare.

Che cosa può determinare la comparsa di iperemia congiuntivale

La congiuntiva ha una importante funzione di protezione dell’occhio e, oltre a fungere da barriera fisica, contribuisce alla lubrificazione oculare secernendo la mucina, che fa parte del film lacrimale.

A causa della sua posizione, è esposta a numerosi fattori esterni: irritazioni, infezioni, traumi che possono avere come conseguenza una vasodilatazione del microcircolo congiuntivale e, quindi, portare all’arrossamento.

E infatti una delle cause più frequenti di iperemia congiuntivale è la congiuntivite, ovvero l’infiammazione, acuta o cronica, della congiuntiva. Questa malattia comune può a sua volta essere conseguenza di:

  • una reazione allergica a pollini, acari, peli di animale oppure a sostanze contenute per esempio in colliri o cosmetici;
  • infezioni causate da virus, batteri, funghi o parassiti;
  • una intensa irritazione causata da agenti fisici o chimici di varia natura (per esempio polvere, vento, fumo, cosmetici, cloro ecc.). Ne è un esempio la cheratocongiuntivite attinica, in cui l’infiammazione della congiuntiva, che arriva spesso a coinvolgere anche la cornea, è frutto di una prolungata esposizione ai raggi solari.

L’arrossamento oculare può essere sintomo anche di forme infiammatorie a carico di altre strutture vicine alla congiuntiva, come:

  • blefarite, ovvero l’infiammazione della palpebra;
  • cheratite, ossia il processo infiammatorio che coinvolge la cornea;
  • sclerite, cioè l’infiammazione della sclera, la parte bianca del bulbo oculare;
  • episclerite, condizione in cui a essere infiammato è il sottile tessuto tra sclera e congiuntiva;
  • uveite, vale a dire l’infiammazione che colpisce l’uvea, lo strato intermedio del bulbo oculare, posto tra la sclera e la

All’origine di molte di queste infiammazioni spesso ci sono infezioni (batteriche, virali ecc.) ma, a volte, possono entrare in gioco malattie sistemiche. Episclerite, sclerite e uveite per esempio, possono associarsi a condizioni autoimmuni e reumatologiche come l’artrite reumatoide o il lupus.

Altra condizione che può di frequente determinare occhi rossi è la cosiddetta sindrome dell’occhio secco, caratterizzata da un’alterazione dell’equilibrio che regola la secrezione e la distribuzione del film lacrimale, con conseguente secchezza oculare. Può derivare da una riduzione della produzione di lacrime (che può a sua volta essere conseguenza, per esempio, dell’invecchiamento, di alcune terapie farmacologiche, o di alcune malattie sistemiche, come artrite reumatoide, sclerodermia, problemi alla tiroide) o da un’eccessiva evaporazione delle stesse per una minore presenza della componente grassa normalmente prodotta da ghiandole che si trovano sul bordo della palpebra (per questo, può dipendere anche da problemi palpebrali).

L’occhio può inoltre arrossarsi in presenza di corpi estranei, in seguito a un’abrasione corneale o in conseguenza di lesioni, dovute magari a un trauma contusivo (una botta) o un’ustione.

Anche un’emorragia sottocongiuntivale, ovvero la rottura di un piccolo vaso sanguino nell’occhio, determina un arrossamento: a volte può essere sufficiente anche un colpo di tosse o uno starnuto per provocarla (risultano più a rischio, in particolare, quanti assumono farmaci anticoagulanti).

L’iperemia congiuntivale può rappresentare una complicanza legata all’uso delle lenti a contatto, per esempio se indossate per un periodo di tempo eccessivamente prolungato senza interruzioni, se tenute anche durante la notte o, ancora, se utilizzate senza le dovute accortezze igieniche.

Anche eventuali complicazioni conseguenti a un intervento chirurgico oculare possono causare occhi rossi.

Rossore agli occhi e sintomatologia associata

L’iperemia congiuntivale è caratterizzata dall’arrossamento oculare, che però può avere caratteristiche differenti a seconda della causa che lo determina.

Innanzitutto può riguardare un solo occhio (nel caso, per esempio, in cui sia presente un corpo estraneo) o entrambi (cosa che generalmente succede, per esempio, in caso di congiuntivite allergica).

Non tutto il rossore è poi uguale: può essere localizzato o diffuso, e più o meno intenso, può svilupparsi gradualmente o comparire all’improvviso, essere persistente o risolversi nell’arco di pochi giorni.

Nel caso di un’emorragia sottocongiuntivale, per esempio, si riscontra solitamente una macchia rossa brillante sulla parte bianca dell’occhio. In caso di congiuntivite l’arrossamento è diffuso a tutta la superficie congiuntivale, che appare rosa o rossastra.

L’arrossamento oculare può, inoltre, essere l’unico sintomo oppure può essere accompagnato da una sintomatologia variegata, a seconda della causa alla base del problema.

Si può avvertire un lieve fastidio all’occhio, un’irritazione e la sensazione di corpo estraneo (spesso simile a sabbia), bruciore o prurito fino ad arrivare a dolore vero e proprio, da moderato a grave. Per esempio, nella congiuntivite in genere il dolore è assente o minimo, mentre è presente, da moderato a severo, nell’uveite, nella sclerite o nella cheratite. Una sensazione dolorosa graffiante può invece indicare un problema corneale.

Possono inoltre essere presenti:

  • fotofobia (cioè sensibilità alla luce);
  • lacrimazione;
  • secrezioni muco-purulente o più simili ad acqua;
  • gonfiore interno all’occhio o intorno ad esso;
  • difficoltà ad aprire gli occhi;
  • alterazioni della vista (come visione offuscata e/o ridotta, aloni intorno alle luci, macchie fluttuanti che appaiono nel campo visivo).

La fotofobia di solito si rileva in caso di coinvolgimento della cornea con una cheratite o un’abrasione; le congiuntiviti batteriche sono solitamente caratterizzate da sensazione di corpo estraneo e secrezioni purulente o muco-purulente, mentre quelle virali, spesso precedute o associate a infezioni alle alte vie respiratorie, si manifestano con prurito, lacrimazione e secrezione acquosa.

Una congiuntivite allergica, infine, tende a causare prurito o bruciore, lacrimazione, palpebre gonfie, ed è spesso associata a rinite allergica, quindi accompagnata da starnuti e secrezione acquosa nasale.

Iperemia congiuntivale: quando andare dal medico?

È bene sottoporre all’attenzione del medico curante, che a sua volta potrà, se necessario, indirizzare allo specialista oculista, qualsiasi rossore oculare che non migliora dopo pochi giorni, che riguarda bambini e/o che si presenta accompagnato da altri sintomi, come:

  • dolore, tanto più se si è portatori di lenti a contatto o si ha da poco subito un intervento all’occhio
  • alterazioni della vista;
  • forte dolore oculare e/o molto fastidio alla luce;
  • forte gonfiore dell’occhio e/o della zona circostante;
  • forte mal di testa, febbre, nausea o vomito;
  • difficoltà ad aprire l’occhio o a tenerlo aperto.

Inoltre, è necessario rivolgersi con urgenza al medico se il rossore è seguito a una botta, a una ferita o allo schizzo di una sostanza negli occhi oppure se c’è un corpo estraneo intrappolato nell’occhio (una scheggia per esempio).

L’anamnesi dettagliata del paziente, ovvero la raccolta delle informazioni sulla sua storia clinica e sulla sintomatologia (come è comparsa, da quando ecc.) e la visita oculistica completa che prevede alcuni esami di base, tra cui la valutazione dell’anatomia oculare con la lampada a fessura, l’esame del campo visivo e la tonometria (per la misurazione della pressione all’interno dell’occhio), sono spesso sufficienti per orientare la diagnosi, anche se lo specialista può, se lo ritiene necessario, ricorrere a esami di accertamento più approfonditi.

Trattamento e prevenzione dell’arrossamento oculare

La cura del rossore oculare si basa essenzialmente sul trattamento della causa sottostante, secondo le indicazioni dell’oculista.

In caso di arrossamenti dovuti a irritazioni minori (per esempio conseguenti a fattori come vento, fumo, smog, esposizione prolungata a raggi solari, salsedine, acqua di mare e della piscina), il medico può consigliare gocce oculari idratanti e lenitive o colliri decongestionanti (che agiscono contro l’iperemia contrastando la dilatazione dei vasi sanguigni).

In presenza di una congiuntivite possono essere prescritti dal medico colliri o creme oftalmiche a base di antibiotici, in caso di forme batteriche, colliri antistaminici e decongestionanti per quelle allergiche mentre per la gestione delle forme virali sono spesso consigliati trattamenti di supporto che comprendono lacrime artificiali o impacchi freddi.

Se si soffre di secchezza oculare lieve od occasionale può essere sufficiente utilizzare regolarmente lacrime artificiali, che contribuiscono a idratare e lubrificare l’occhio, mentre nelle forme di sindrome dell’occhio secchio più serie e persistenti potrebbero essere necessari trattamenti mirati a risolvere, quando possibile, la causa sottostante.

Sul fronte preventivo, per ridurre il rischio di arrossamento oculare può essere utile seguire alcuni semplici consigli:

  • evitare di strofinare gli occhi, perché germi e sporcizia presenti sulle mani possono favorire irritazioni;
  • curare l’igiene delle lenti a contatto e non indossarle più a lungo di quanto raccomandato;
  • se si soffre di allergia, stare alla larga, per quanto possibile, dalle sostanze cui si è allergici;
  • mantenere gli occhi puliti rimuovendo correttamente il make-up;
  • indossare occhiali da sole, meglio se avvolgenti, quando si è esposti a lungo al sole e al vento;
  • utilizzare occhiali protettivi quando si effettuano attività che possono esporre gli occhi a schizzi o schegge pericolosi;
  • prevedere pause regolari quando si svolgono attività che richiedono una concentrazione visiva prolungata e quando si guarda a lungo uno schermo.
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