Colpo all’occhio: come intervenire in caso di contusione all’occhio

Un incidente mentre si pratica sport, si è impegnati in un lavoro manuale o nelle comuni pulizie domestiche oppure una banale caduta mentre si cammina su una superficie bagnata. Questi sono solo alcuni esempi delle innumerevoli occasioni in cui si può prendere un colpo all’occhio nella vita di ogni giorno.

Come comportarsi quando accade? C’è sempre bisogno di recarsi con urgenza al Pronto soccorso o di chiedere il parere del medico di famiglia o dello specialista oculista oppure è sufficiente ricorrere a semplici rimedi di autocura, in attesa di vedere come evolve la situazione? Quali sono le conseguenze per la salute oculare che possono derivare da una contusione all’occhio di una certa importanza? Quali sono i segni e i sintomi che devono allarmare? Scopriamolo insieme.

Le principali cause di contusione all’occhio

I traumi oculari sono tra le principali condizioni che spingono persone di ogni età a rivolgersi al Pronto soccorso, soprattutto quando il colpo è stato particolarmente violento o l’incidente ha coinvolto un oggetto acuminato o tagliente e la contusione è associata a un danno evidente a carico del bulbo oculare, delle palpebre o dell’area dell’orbita, con rottura di vasi sanguigni e relative emorragie.

In base ai dati disponibili, a essere interessati più di frequente dai traumi oculari sono gli uomini adulti tra i 30 e i 40 anni, ma il problema riguarda spesso anche i più giovani e gli adolescenti, soprattutto se praticano sport di contatto o che prevedono l’uso di palle, mazze o altri attrezzi contundenti. Naturalmente, il rischio aumenta considerevolmente se ci si dedica ad attività come la boxe, la kick boxing o le arti marziali e se non si indossano caschi o altri dispositivi di protezione della zona degli occhi e della testa.

Anche tra i bambini le contusioni oculari più o meno importanti, semplici o associate ad altri problemi dell’area del volto, possono essere considerate all’ordine del giorno, a casa ma anche a scuola o al parco. Le occasioni in cui possono verificarsi sono numerose, dalle cadute in bicicletta ai colpi all’occhio con la palla sul campo di calcio o mentre si gioca a tennis.

Tra gli anziani, invece, la causa più frequente di contusioni e traumi oculari di varia natura sono le cadute, in particolare mentre si alzano dal letto o camminano su una superficie sdrucciolevole.

Sintomi della contusione all’occhio: come gestirli

I segni e sintomi che possono insorgere dopo una contusione oculare sono molto variabili in funzione di diversi fattori, come il tipo di trauma occorso, la violenza dell’impatto e il coinvolgimento o meno di oggetti che possono penetrare nell’occhio.

In caso di contusioni lievi-moderate, che non causano ferite aperte, con perdita di sangue all’esterno, né contaminate, gli effetti più comuni che si possono osservare sono:

  • dolore al bulbo oculare e/o nella zona dell’orbita;
  • arrossamento della parte bianca dell’occhio (sclera);
  • gonfiore alle palpebre, intorno all’occhio e al lato del naso;
  • ematoma a livello delle palpebre e nell’area periorbitale;
  • aumento della lacrimazione;
  • sensazione di corpo estraneo nell’occhio;
  • fastidio nei confronti della luce intensa;
  • difficoltà ad aprire e chiudere le palpebre (a causa del dolore e del gonfiore).

Se la forza dell’impatto non è stata eccessiva, in genere, questi segni e sintomi sono modesti, ma è bene contattare con urgenza il medico se si soffre di patologie oculari che potrebbero favorire lo sviluppo di complicanze in caso di trauma, come per esempio il glaucoma, la cataratta o altri problemi del cristallino, un precedente distacco della retina o alterazioni della membrana corneale. Un’altra situazione che richiede l’esame da parte del medico riguarda i colpi all’occhio subiti mentre si indossano le lenti a contatto, che non dovrebbero mai essere tolte autonomamente dopo un trauma.

Tra i consigli utili che il medico può fornire per attenuare i disturbi e favorire la guarigione dopo una contusione dell’occhio modesta ricordiamo:

  • il lavaggio con acqua corrente fresca, soprattutto se nella zona dell’occhio sono presenti polvere o detriti che potrebbero favorire lo sviluppo di infezioni oculari;
  • l’applicazione di un impacco freddo o di ghiaccio per attenuare la reazione infiammatoria e prevenire la comparsa di gonfiore ed ematoma;
  • la protezione dalla luce intensa, dal vento e dalla polvere, per evitare sensibilizzazioni aggiuntive;
  • l’applicazione di lacrime artificiali per alcuni giorni, per attenuare il fastidio oculare e supportare la fisiologica guarigione dell’occhio.

Nei giorni successivi a una contusione all’occhio può insorgere una congiuntivite, ovvero l’infiammazione della membrana che riveste la superficie del bulbo oculare. La congiuntivite è facilmente riconoscibile da sintomi come l’arrossamento della parte interna delle palpebre, l’aumento della lacrimazione, il fastidio e la sensazione di corpo estraneo o sabbia negli occhi e la comparsa di piccoli capillari rossi sul bianco della sclera. In generale, queste manifestazioni si possono gestire con l’applicazione di lacrime artificiali e di un collirio decongestionante.

Se la contusione all’occhio appare fin da subito abbastanza grave o se dopo qualche giorno da un trauma apparentemente modesto i sintomi non migliorano o compaiono disturbi aggiuntivi è sempre bene rivolgersi al medico per ulteriori accertamenti. In particolare, se persiste un dolore significativo a livello delle ossa intorno all’orbita, il medico potrebbe ritenere opportuno sottoporre il paziente a un esame radiografico per verificare la possibile presenza di una frattura inizialmente trascurata.

Le situazioni da far valutare allo specialista in urgenza

L’occhio è un organo estremamente complesso e delicato, composto da membrane e strutture nervose che difficilmente arrivano alla corretta guarigione dopo traumi gravi se non si interviene subito con cure appropriate di tipo medico o chirurgico. Inoltre, solo uno specialista è in grado di valutare la reale entità del danno a carico del bulbo oculare, della cornea o, a maggior ragione, delle parti interne dell’occhio, come la retina o il nervo ottico, che possono essere esaminate soltanto durante la visita specialistica e attraverso indagini strumentali specifiche.

Per queste ragioni, in tutti i casi in cui si è interessati da una contusione oculare non banale, è necessario rivolgersi al Pronto soccorso o richiedere una valutazione tempestiva all’oculista, soprattutto se il trauma è seguito dall’insorgenza di:

  • dolore acuto severo al bulbo oculare (specie se percepito all’interno dell’occhio, “in profondità”);
  • presenza di sangue nella parte bianca del bulbo oculare o nella zona dell’iride e della pupilla (condizione nota come ifema, particolarmente urgente da trattare poiché può portare alla perdita della vista in poche ore);
  • disturbi della vista che non regrediscono nell’arco di pochi minuti, come offuscamento della vista, comparsa di macchie scure, scintille o flash luminosi, distorsione delle immagini, visione doppia, ecc. In questi casi potrebbero essere presenti un distacco della retina, un danno al nervo ottico o al cristallino oppure un aumento dei valori della pressione interna dell’occhio;
  • forte intolleranza alla luce (fotofobia);
  • dolore intenso e/o alterazione della conformazione delle ossa periorbitali (indicativi di una possibile frattura);
  • gonfiore ed ematoma significativi alle palpebre e ai tessuti circostanti;
  • sensazione di perdita di sensibilità nella zona intorno all’occhio colpito (potrebbe dipendere da un danno neurologico);
  • difficoltà a muovere il bulbo oculare e/o ad aprire chiudere le palpebre;
  • presenza di una lesione evidente alle palpebre o al bulbo oculare (tagli, abrasioni, lacerazioni, ecc.);
  • introflessione, estroflessione o anomalie nell’aspetto del bulbo oculare.

Infine, per facilitare l’inquadramento del trauma e la valutazione della sua gravità è necessario fornire al personale del Pronto soccorso o all’oculista informazioni su:

  • la causa della contusione oculare e la dinamica del trauma;
  • la presenza di lenti a contatto, occhiali, caschi di protezione, ecc., al momento del trauma;
  • i sintomi presenti subito dopo il colpo all’occhio e l’evoluzione dei disturbi fino al momento della visita;
  • il tempo trascorso dal trauma e le prime cure eventualmente intraprese (lavaggio con acqua, applicazione di ghiaccio, bendaggio, ecc.);
  • lo stato vaccinale (in particolare, data dell’ultima vaccinazione antitetanica se sono presenti ferite sanguinanti o contaminazioni con sostanze organiche/vegetali o metalli);
  • eventuali malattie croniche di cui si soffre e la terapia farmacologica assunta per la loro cura.
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