Bruciore degli occhi senza rossore: cause e rimedi

Bruciore e rossore agli occhi sono sintomi molto spesso associati tra loro, poiché si tratta di due manifestazioni tipiche della reazione infiammatoria, a prescindere dalla causa che l’ha determinata. Pressoché tutte le congiuntiviti, per esempio, sono caratterizzate da occhi rossi, che bruciano e lacrimano in modo eccessivo, sia quando si tratta di forme allergiche sia in caso di congiuntivite infettiva (specie se causata da un virus) o irritativa (data dal contatto con sostanze irritanti per i tessuti oculari o dall’esposizione al vento forte o alla luce intensa senza occhiali da sole).

Tuttavia, esistono anche condizioni nelle quali il bruciore rappresenta il disturbo prevalente, senza che gli occhi appaiano visibilmente arrossati e senza che siano presenti altri segni di infiammazione o lesioni, né corpi estranei all’interno dell’occhio. Vediamo quali sono queste situazioni e come fare per attenuare il problema, in modo semplice e rapido.

Il bruciore dell’occhio secco

La condizione che più spesso si manifesta con il bruciore agli occhi non accompagnato da rossore è indubbiamente la sindrome dell’occhio secco, uno dei disturbi oculari più frequenti nella popolazione adulta ormai da un paio di decenni, soprattutto a causa dell’uso abituale di computer, tablet e smartphone per molte ore ogni giorno, pressoché tutti i giorni e, spesso, in condizioni ambientali non idonee (scarsa o eccessiva illuminazione, ridotta ventilazione delle stanze, aria secca a causa del riscaldamento, eccesso di polvere ecc.).

La sindrome dell’occhio secco non è una vera e propria malattia, ma l’effetto di un’alterata secrezione oculare, che comporta una ridotta produzione di film lacrimale e/o una sua composizione non ottimale (in particolare, con prevalenza della parte lipidica su quella acquosa), che impedisce la corretta lubrificazione della mucosa congiuntivale e della cornea.

Chi ne soffre, sperimenta abitualmente sintomi come fastidio e sensazione di sabbia o corpo estraneo nell’occhio, bisogno di aprire e chiudere frequentemente le palpebre (il cosiddetto riflesso dell’ammiccamento), bruciore e irritazione, che può arrivare fino al dolore oculare nei casi di secchezza estrema. L’arrossamento, invece, non rientra tra i primi segni presenti, ma compare facilmente se si sfregano gli occhi con le mani nel tentativo di alleviare il disagio. Alcune persone vanno incontro anche a un aumento della lacrimazione, soprattutto al risveglio, che si manifesta come effetto paradosso del deficit lacrimale diurno.

La secchezza oculare non è soltanto un fastidio e non va trascurata. Se non viene trattata in modo appropriato con il tempo può causare piccoli traumi ripetuti alla superficie dell’occhio e, se si indossano abitualmente lenti a contatto, può favorire lo sviluppo di un vero e proprio danno corneale, con possibili gravi complicanze per la vista.

Il bruciore da fotofobia

Il bruciore agli occhi non accompagnato da arrossamento può rientrare anche nella sintomatologia della “fotofobia”, termine con il quale ci si riferisce alla generica presenza di un’eccessiva sensibilità alla luce, in situazioni di esposizione “normale”. La fotofobia non è di per sé una patologia, ma un sintomo che può manifestarsi nel contesto di molte altre condizioni oculari, malattie neurologiche o patologie a carico dell’intero organismo, diversissime tra loro.

Tra le principali problematiche oculari che possono determinare un’eccessiva sensibilità alla luce si possono ricordare, oltre alla già citata sindrome dell’occhio secco, anche le iriti, le uveiti, le congiuntiviti, le blefariti, nonché, più in generale, tutte le condizioni infiammatorie che interessano le strutture dell’occhio coinvolte nella visione, come la cornea, il cristallino, la retina e il nervo ottico.

Le malattie neurologiche e sistemiche che causano più spesso fotofobia, in aggiunta ad altri segni e sintomi caratteristici, sono invece l’emicrania, i traumi cranici, nonché le malattie autoimmuni notoriamente associate alla sindrome dell’occhio secco (come la sindrome di Sjögren, il lupus eritematoso sistemico, l’artrite reumatoide e la sclerodermia).

Anche in questo caso, al bruciore si può associare l’arrossamento se si sfregano gli occhi con le mani, nella vana speranza di ottenere sollievo. In queste situazioni, un rimedio utile è proteggere gli occhi dalla luce, riducendo l’illuminazione della stanza in cui ci si trova, allontanandosi da fonti luminose intermittenti e superfici riflettenti (specchi, acqua, neve ecc.) e indossando occhiali da sole “avvolgenti” (ossia che seguono l’anatomia del viso all’altezza di naso e occhi, riparando anche sui lati) e/o con lenti polarizzate (per eliminare le componenti della luce più dannose e gli effetti di riverbero e abbagliamento).

Se la forte sensibilità alla luce è legata alla secchezza oculare, il medico può consigliare di applicare lacrime artificiali più volte al giorno, per garantire una corretta lubrificazione alle superfici oculari e contrastare contemporaneamente cause e sintomi del disturbo, mentre se la fotofobia è legata a lievi congiuntiviti virali o batteriche può suggerire l’uso di un collirio antinfiammatorio per alcuni giorni.

Quando, invece, la congiuntivite che provoca fotofobia è di natura allergica, un rimedio generalmente consigliato dal medico è un collirio contenente composti che riducono l’attività dell’istamina (antistaminici), principale sostanza all’origine della reazione allergica, che può essere scatenata per esempio dall’esposizione ai pollini o agli acari della polvere, sia a livello degli occhi sia delle vie respiratorie. A riguardo va, tuttavia, precisato che nelle congiuntiviti allergiche il bruciore è quasi sempre associato ad aumento della lacrimazione e rossore agli occhi, spontaneo o conseguente allo sfregamento delle palpebre al quale quasi tutti, prima o poi, cedono a causa del forte prurito (soprattutto i bambini).

Il bruciore da agenti esterni irritanti

Il bruciore agli occhi può comparire anche a causa di un’esposizione alla luce oggettivamente eccessiva, senza aver previsto un’opportuna protezione con occhiali da sole di buona qualità, come accade quando ci si trova per diverse ore sulla neve in montagna, a bordo piscina, al mare o al lago (soprattutto se si esce in barca) oppure su una distesa di sabbia o ghiaia chiara illuminata dal sole. In questi casi, i raggi UV esercitano un effetto irritativo sulla mucosa congiuntivale, che può determinare lo sviluppo della cosiddetta “congiuntivite attinica”.

Quando accade, il medico generalmente consiglia di ridurre l’esposizione alla luce per alcuni giorni e di applicare un collirio antinfiammatorio e/o lacrime artificiali, in attesa che il bruciore regredisca spontaneamente. Come rimedio naturale aggiuntivo, può consigliare di applicare una garza imbevuta di acqua e/o camomilla sulle palpebre chiuse.

Altre fonti di irritazione che possono facilmente causare bruciore oculare, che non sempre è accompagnato da arrossamento, sono il vento forte (che, generalmente, trascina con sé anche polveri, sabbia e piccoli detriti), l’inquinamento atmosferico (soprattutto, in situazioni di forte smog), il fumo, alcuni farmaci da applicare nell’occhio o assunti per bocca per la terapia di una malattia oculare o sistemica (per esempio, antibiotici), nonché le creme o il trucco applicati sul viso in prossimità degli occhi (fluidi contorno-occhi, fondotinta, fard ecc.), sulle ciglia o sul bordo delle palpebre (mascara, eye-liner, ombretti, glitter ecc.).

Se si ritiene che il bruciore possa essere correlato al make-up, è importante verificare la qualità dei cosmetici che si stanno usando, indagare con l’aiuto del medico la presenza di un’eventuale allergia non nota e provare a utilizzarne di alternativi, preferibilmente acquistando formulazioni ipoallergeniche. Per avere un supporto nella scelta dei prodotti più adatti al proprio caso, basta chiedere al farmacista, che saprà sicuramente rispondere a tutte le domande in merito.

Una causa occasionale di bruciore agli occhi possono essere anche le esalazioni e i vapori emanati da detersivi e prodotti per la casa irritanti e/o corrosivi, come i liquidi e le pastiglie/tavolette utilizzati per sgorgare gli scarichi, la candeggina, l’ammoniaca, l’acido muriatico, i preparati anticalcare ecc. Per evitare di sensibilizzare gli occhi (e potenzialmente rischiare un danno oculare) quando si usano questi prodotti è sempre essenziale:

  • rispettare fedelmente le indicazioni di impiego riportate sulle confezioni
  • usare i dispositivi di protezione previsti (guanti in gomma integri, occhiali per evitare che schizzi accidentali entrino in contatto con le superfici oculari ecc.)
  • aerare bene la stanza in cui li usa, durante e dopo l’impiego (ciò eviterà anche l’irritazione delle mucose delle vie respiratorie).

Qualora, nonostante le precauzioni prese e senza che sia avvenuto un contatto diretto con i prodotti utilizzati, dovesse comparire un modesto bruciore oculare dopo le faccende domestiche, il medico può consigliare di attenuare il disagio lavando abbondantemente gli occhi con acqua fresca e applicando alcune gocce di un collirio antinfiammatorio. Questo semplice intervento è generalmente sufficiente a risolvere il problema: in caso contrario, è consigliabile una valutazione più approfondita per evidenziare eventuali sensibilità o allergie non ancora diagnosticate.

Se, invece, l’esposizione agli agenti chimici irritanti e/o corrosivi è stata protratta o è, addirittura, avvenuto un contatto diretto con le superfici oculari, dopo l’immediato, prolungato e abbondante lavaggio con acqua corrente fredda è indispensabile rivolgersi al Pronto soccorso, dove uno specialista oculista procederà con le cure più appropriate per limitare il danno oculare e prevenire possibili complicanze.

Consigli per la prevenzione del bruciore oculare

  • Non sfregare mai le palpebre con le mani e, in generale, toccare gli occhi il meno possibile e soltanto con mani perfettamente pulite
  • Evitare l’uso prolungato di computer, tablet e smartphone; prevedere pause di 5-10 minuti ogni ora per far riposare gli occhi
  • Mantenere una corretta illuminazione di stanze e uffici in cui si lavora e si soggiorna a lungo e aerare spesso gli ambienti
  • Impostare il riscaldamento su una temperatura moderata (18-20°C), usare umidificatori e rimuovere spesso la polvere (ed eventuali muffe) dagli ambienti
  • Usare sempre occhiali da vista con corretta gradazione, verificandola periodicamente con il supporto dell’oculista.
  • Evitare l’esposizione prolungata alla luce intensa senza la protezione di occhiali da sole, al vento forte, al fumo e (nei limiti del possibile) all’inquinamento atmosferico
  • Se si soffre di oculoriniti allergiche, limitare la permanenza in parchi e ambienti naturali nei periodi di massima diffusione dei pollini sensibilizzanti
  • Se si tende a sperimentare bruciore e fastidio agli occhi per più di una settimana o in modo periodico, consultare un oculista e seguire i suoi consigli
  • Non applicare colliri o pomate oculari contenenti antibiotici se non sono state specificamente prescritte dal medico

Quando si usano prodotti chimici irritanti/corrosivi, tenere il viso a distanza (anche da eventuali vapori) e usare un’opportuna protezione per gli occhi (occhiali, maschera ecc.).

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