Pinguecola: cause, sintomi e rimedi

In medicina si usa il termine pinguecola per indicare una comune degenerazione benigna della congiuntiva, la membrana che ricopre la superficie interna delle palpebre e la parte anteriore del bulbo oculare (cornea esclusa). Tipicamente la pinguecola si presenta come una piccola escrescenza bianca o giallastra che appare sul bulbo oculare.

Il nome pinguecola deriva dal latino “pinguis”, che significa grasso o untuoso. Questa formazione degenerativa risulta particolarmente frequente nelle persone esposte a vento, polveri, luce solare e quindi soprattutto in chi lavora all’aria aperta. In genere i pazienti, una volta rassicurati della natura benigna, vivono queste lesioni oculari come un problema principalmente estetico.

Di solito la pinguecola interessa entrambi gli occhi, ma può anche essere monolaterale. Colpisce sia gli uomini sia le donne, anche se risulta più comune nel sesso maschile, molto probabilmente a causa della maggiore esposizione professionale ai raggi ultravioletti e ad altri fattori ambientali.

Gran parte delle persone anziane (intorno agli 80 anni) mostrano segni di pinguecola, ma può capitare che questo disturbo sia presente anche nei giovani e persino nei bambini, soprattutto in quelli che passano molto tempo al sole senza protezioni come occhiali da sole o cappelli.

In genere non richiede una terapia specifica, ma se si infiamma può giovare il ricorso a lacrime artificiali. Inoltre, in alcuni casi si può considerare la sua rimozione chirurgica. 

Le cause della pinguecola

La pinguecola è caratterizzata da un’alterazione del normale tessuto congiuntivale, che cresce in maniera abnorme e causa a livello bulbare un accumulo locale di fibre di collagene degenerate.

Le cause non sono del tutto chiare, esistono però alcuni fattori di rischio che ne favoriscono lo sviluppo. I principali sono i seguenti:

  • prolungata esposizione solare senza occhiali da sole;
  • permanenza in ambienti polverosi e secchi;
  • esposizione a vento e intemperie;
  • invecchiamento;
  • uso di lenti a contatto.

Per quanto riguarda in particolare l’uso di lenti a contatto, il rischio risulta maggiore nei portatori di lenti rigide rispetto a coloro che utilizzano quelle morbide. In questi soggetti è stata osservata una più precoce comparsa di pinguecola, verosimilmente a causa dell’attrito costante della superficie oculare con il bordo della lente e la conseguente infiammazione della congiuntiva.

Nella maggior parte dei casi la pinguecola si localizza sulla congiuntiva, in particolare nella zona più vicina al naso, non coperta dalle palpebre (quindi esposta alla luce solare) in vicinanza del limbus, ovvero l’area di congiunzione tra la cornea (parte anteriore e trasparente dell’occhio attraverso la quale è possibile intravedere l’iride e la pupilla) e la sclera (il “bianco” dell’occhio).

Come si presenta: i segni e i sintomi

Nelle fasi iniziali la pinguecola si presenta come un ispessimento della congiuntiva di piccole dimensioni con un colorito giallastro, tipicamente in prossimità del bordo nasale.

In genere questa escrescenza non comporta particolari disturbi, se non di ordine estetico, e non influisce nemmeno sull’acuità visiva. Tuttavia, talvolta può infiammarsi e diventare causa di disagio. La pinguecola infiammata, in termini medici pinguecolite, pur non avendo implicazioni sulla salute generale, provoca infatti alcuni sintomi. I principali sono:

  • irritazione;
  • secchezza oculare;
  • arrossamento;
  • sensazione di corpo estraneo;
  • bruciore;
  • prurito.

Esistono diverse forme, più o meno gravi, di pinguecola:

  • pinguecola lieve o moderata (grado 1), di colore bianco-giallastro, piatta o leggermente rialzata;
  • pinguecola grave (grado 2), con notevole crescita di tessuto e altamente vascolarizzata.

Alcuni studi, sebbene controversi, suggeriscono che la pinguecola possa preludere allo sviluppo dello pterigio, arrivando a coinvolgere anche la cornea. Lo pterigio è una patologia oculare che si presenta come una macchia opaca di forma triangolare. Questa lesione è costituita da tessuto fibrovascolare della congiuntiva che arriva a coprire la cornea.

La diagnosi

In presenza di lesioni sospette sul bulbo oculare è sempre bene recarsi in un centro oculistico per una visita di controllo. Lo specialista, dopo aver osservato con attenzione iride, cornea e le altre parti dell’occhio, servendosi di una lampada a fessura (uno strumento dotato di microscopio che consente l’analisi delle diverse strutture dell’occhio) può confermare la diagnosi di pinguecola.

In caso di dubbi, possono rendersi necessarie ulteriori indagini, utili per escludere altre malattie che presentano analogie con la pinguecola, tra cui lo pterigio, oppure per individuare un corpo estraneo che può determinare congiuntivite.

Come si cura la pinguecola

La pinguecola è una lesione cronica e quindi un disturbo con cui bisogna imparare a convivere. Non esiste una cura risolutiva per questa condizione, a meno che si decida di intervenire chirurgicamente.

Di norma però non occorrono particolari trattamenti, ma se sono presenti disturbi fastidiosi come irritazione e secchezza oculare il medico consiglia al paziente di ricorrere a lacrime artificiali, che hanno un’azione idratante, lubrificante e protettiva.

Se la pinguecola è gonfia e infiammata può essere prescritto un breve ciclo con colliri steroidei. Inoltre, in caso di infiammazione, possono giovare anche gli impacchi freddi.

La pinguecola può anche essere rimossa chirurgicamente. Questa opzione viene in genere proposta dal medico nei casi in cui l’escrescenza diventi talmente grande da interferire con la visione. L’asportazione chirurgica può essere eseguita in regime ambulatoriale e sotto anestesia locale. L’intervento chirurgico dovrebbe essere seguito dalla valutazione del tessuto e delle cellule rimosse in modo tale da escludere la malignità nei casi in cui la pinguecola sia atipica per forma e aspetto.

Dopo l’operazione occorrono alcune settimane di recupero. Il rischio di complicanze è molto basso, tuttavia è possibile che la pinguecola si ripresenti nel tempo.

La fotocoagulazione laser ad argon è un’alternativa all’asportazione chirurgica standard e rappresenta un metodo sicuro per rimuovere la pinguecola. Permette un buon controllo dell’estensione e della profondità della rimozione del tessuto, riducendo i difetti e le complicanze congiuntivali.

La prevenzione

La prevenzione della pinguecola parte dalla protezione degli occhi dalla luce ultravioletta e dagli altri fattori ambientali (vento, sabbia, polvere, aria molto secca, ecc.) che possono favorirne lo sviluppo. L’ideale è ricorrere a occhiali da sole e cappelli a tesa larga.

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