Occhi appiccicosi: cause e rimedi per la secrezione oculare

Ritrovarsi con gli occhi appiccicosi al risveglio, a causa di secrezioni oculari un po’ più abbondanti e viscose del solito oppure di crosticine accumulate sul bordo esterno delle palpebre, è un fastidio abbastanza frequente. A soffrirne più spesso sono neonati, bambini e adolescenti, ma il disturbo può manifestarsi occasionalmente anche negli adulti e negli anziani per ragioni molto diverse tra loro. Vediamo quali sono le principali cause e i fattori di rischio e come fare per ridurre i disagi.

Le possibili cause degli occhi appiccicosi

A causare quella sensazione di “occhi appiccicosi” può essere qualunque condizione che altera la produzione delle secrezioni oculari, facendone aumentare la quantità e/o modificandone le caratteristiche (in particolare, rendendole più dense e “collose”), oppure che ne limita il deflusso verso il naso attraverso il dotto naso-lacrimale.

La causa più comune degli occhi “appiccicosi” è la congiuntivite infettiva indotta da batteri (soprattutto, della famiglia degli stafilococchi). In questi casi, le ghiandole presenti nelle palpebre si infiammano e iniziano a produrre muco e pus, più o meno abbondanti. Queste secrezioni oculari viscose si accumulano sul bordo esterno e agli angoli degli occhi soprattutto durante la notte, con il risultato di ritrovarsi con le palpebre pressoché “incollate” al mattino. Anche le congiuntiviti causate da virus (principalmente, dal virus dell’herpes simplex) possono determinare palpebre “sigillate” al risveglio, ma non si tratta propriamente di “occhi appiccicosi”. In questo caso, il fenomeno dipende dal fatto che le secrezioni oculari, di consistenza più acquosa, si accumulano e si seccano sul bordo esterno delle palpebre e agli angoli degli occhi durante il sonno, portando alla formazione di “crosticine” giallognole e dure nell’arco di poche ore.

Un problema del tutto analogo può presentarsi anche in chi soffre di allergie ai pollini o alla polvere (rinosinusite e congiuntivite allergica) oppure durante episodi di raffreddore intenso. Queste condizioni, facendo infiammare la mucosa della congiuntiva, dei dotti naso-lacrimali e del naso, da un lato aumentano il volume delle secrezioni oculari prodotte e, dall’altro ne impediscono il corretto deflusso verso le cavità nasali. Ciò fa sì che il liquido si accumuli tra la congiuntiva e le palpebre di notte e che, seccandosi, porti alla formazione di “crosticine” sierose lungo il bordo esterno dell’occhio.

Un’altra possibile causa di aumentata lacrimazione che può determinare la formazione di crosticine durante la notte e occhi appiccicosi al risveglio è la blefarite, una condizione dovuta all’ostruzione delle ghiandole di Meibomio presenti all’interno di ogni palpebra, che con le loro secrezioni lipidiche contribuiscono alla formazione del liquido lacrimale, aumentandone il potere lubrificante.

La blefarite può essere acuta o cronica. Chi soffre di blefarite cronica, di norma, ha sintomi a entrambi gli occhi e presenta una maggiore tendenza a essere interessato anche da altri disturbi infiammatori della palpebra associati ad alterata produzione delle secrezioni oculari, come orzaiolo, calazio, sindrome dell’occhio secco, nonché da acne rosacea, dermatite atopica e dermatite seborroica al viso.

Anche orzaiolo e calazio sono causati dall’ostruzione di una ghiandola sebacea della palpebra. Entrambi i disturbi si presentano sotto forma di piccole cisti, visibili come rigonfiamenti localizzati della superficie esterna della palpebra e associate a sensazione di corpo estraneo nell’occhio e dolore al tocco.

La blefarite è una condizione fastidiosa, soprattutto quando persiste a lungo, ma raramente provoca danni alla cornea o alterazioni della vista. Le forme più gravi, da sottoporre sempre alla valutazione del medico oculista, sono quelle “ulcerative” che causano la lesione della membrana interna della palpebra, talvolta caduta delle ciglia e, raramente, l’infiammazione della cornea (cheratite).

Gli “occhi appiccicosi” sono frequenti nei neonati, a causa della presenza di dotti naso-lacrimali non ancora ben formati, che impediscono un deflusso efficiente delle secrezioni oculari dall’occhio al naso. Nel bambino un po’ più grande, invece, il problema è spesso associato agli episodi di raffreddore e otite, molto frequenti in età scolare, oppure alle riacutizzazioni della rinocongiuntivite allergica che possono ormai verificarsi, non più soltanto in primavera, ma durante tutto l’anno a causa dei numerosi pollini sensibilizzanti e delle allergie nei confronti di allergeni perenni, come gli acari della polvere.

Il sintomo caratteristico e i disturbi di contorno

I disturbi associati alla sensazione di avere gli occhi appiccicosi possono essere diversi in relazione allo specifico problema oculare presente. Oltre all’aumento della quantità e della densità delle secrezioni oculari, si possono riscontrare principalmente i seguenti:

  • occhi rossi
  • bruciore e irritazione degli occhi
  • aumento della lacrimazione
  • rossore e gonfiore alle palpebre (più marcato nella blefarite)
  • sensazione di corpo estraneo all’interno dell’occhio
  • prurito agli occhi più o meno intenso (specie in caso di allergie)
  • fastidio/intolleranza se si applicano lenti a contatto
  • bordo delle palpebre dall’aspetto “oleoso” o appiccicoso
  • scagliette cutanee intorno alle palpebre (soprattutto nella blefarite)
  • crosticine, che possono sanguinare se vengono tolte
  • fotofobia e tendenza a un maggiore ammiccamento
  • vista leggermente offuscata che migliora con l’ammiccamento.

I trattamenti per gli occhi appiccicosi

Nella maggioranza dei casi, gli occhi appiccicosi non sono la conseguenza di un problema oculare grave e il sintomo è spesso lieve, transitorio e associato soltanto a lieve rossore/irritazione e altri disturbi di contorno modesti.

Per alleviare il disagio, il medico oculista può consigliare innanzitutto di garantire a entrambi gli occhi una corretta igiene quotidiana, asportando le secrezioni oculari con delicatezza, per esempio con una garza sterile. L’operazione deve sempre essere eseguita dopo essersi lavati accuratamente le mani con acqua e sapone e limitandosi ad agire sul bordo esterno/superiore della palpebra, senza mai spingersi fino alla congiuntiva.

Nel contesto dei rimedi naturali, il medico può consigliare anche impacchi di camomilla fresca o tiepida sugli occhi chiusi. Oltre ad avere un effetto calmante e lenitivo, questo metodo è molto utile quando sono presenti crosticine dure, come spesso capita nei neonati e nel bambino nei primi anni di vita, per ammorbidirle e rendere più delicata la pulizia successiva.

Per alleviare i sintomi presenti all’interno dell’occhio, supportare il ripristino di una corretta lacrimazione e favorire il deflusso delle secrezioni oculari, il medico può invece indicare l’utilizzo di lacrime artificiali oppure di un collirio antinfiammatorio, a seconda della problematica prevalente.

Questi rimedi sono indicati anche per gestire la congiuntivite infettiva lieve, nonché in supporto alla terapia specifica indicata dal medico oculista in caso di infezioni dell’occhio di origine batterica o virale più gravi, da trattare rispettivamente con colliri antibiotici o antivirali oppure, più raramente, ricorrendo all’assunzione di farmaci per bocca (di norma, necessaria soltanto se l’infezione oculare è legata a un’infezione sistemica).

Se invece si soffre di congiuntivite allergica il medico può valutare la necessità di un collirio antistaminico, che permetterà di attenuare la sensibilizzazione oculare e, con essa, il rossore, la lacrimazione e il prurito agli occhi (oltre, naturalmente, a prevenire lo sviluppo di occhi appiccicosi al mattino).

Un controllo dal medico oculista deve sempre essere preso in considerazione quando le secrezioni oculari sono molto abbondanti, purulente o di colore inusuale, associate a forte infiammazione, bruciore, dolore, gonfiore e/o alla presenza di piccole ulcere o tracce di sangue (per esempio, quando si asportano le crosticine), nonché in tutti i casi in cui si manifestino disturbi della vista di qualunque tipo.

Per favorire la diagnosi, il paziente dovrà segnalare allo specialista da quanto tempo sono presenti i sintomi, gli eventuali rimedi naturali/di autocura utilizzati per attenuarli, tutte le malattie oculari sperimentate in precedenza, oltre a eventuali patologie sistemiche acute recenti (in particolare, infezioni e malattie a trasmissione sessuale) e a condizioni croniche concomitanti (diabete, malattie autoimmuni, atopia, disturbi ormonali, tumori, deficit immunitari ecc.) e i relativi farmaci assunti.

Consigli per la prevenzione degli occhi appiccicosi

Per evitare di avere gli occhi appiccicosi, si deve puntare innanzitutto sulla prevenzione delle condizioni che possono causare il sintomo o peggiorarne l’intensità. I principali consigli utili riguardano la prevenzione delle infezioni oculari di origine batterica o virale che possono determinare congiuntiviti o blefariti e il controllo delle sensibilizzazioni/infiammazioni dovute ad allergie ai pollini o alla polvere, all’ingresso di sostanze estranee nell’occhio o all’eccessiva esposizione alla luce intensa. Ecco alcuni semplici consigli:

  • evitare di toccare gli occhi con le mani (anche se prudono o danno fastidio)
  • prima di applicare collirio, lacrime artificiali, lenti a contatto, creme oftalmiche ecc., lavarsi bene le mani con acqua e sapone
  • seguire rigorosamente le norme igieniche e di conservazione indicate sulle confezioni di collirio, lacrime artificiali, lenti a contatto, creme oftalmiche ecc.
  • non usare flaconcini di collirio, lacrime artificiali in comune con altre persone
  • utilizzare creme e cosmetici per il viso ipoallergenici e di buona qualità e conservarli correttamente, sostituendoli spesso (specie quelli da applicare nella zona degli occhi)
  • struccare delicatamente, ma perfettamente, gli occhi alla fine di ogni giornata
  • se si soffre di allergie, cercare di evitare il più possibile l’esposizione alle sostanze sensibilizzanti e alleviare i sintomi oculari con un collirio antistaminico
  • in caso di congiuntivite infettiva, per ridurre il rischio di contagio:
    • usare salviettine usa e getta per la pulizia degli occhi e asciugamani separati per il viso
    • evitare di usare oggetti in comune con altre persone (pinzette, cosmetici, cuscini ecc.)
    • lavare spesso asciugamani e federe ad alta temperatura
    • lavare sempre bene le mani con acqua e sapone prima e dopo essersi toccati gli occhi
    • buttare i cosmetici per gli occhi usati in precedenza e attendere di essere completamente guariti prima di utilizzarne di nuovi

quando ci si espone alla luce intensa, indossare sempre occhiali da sole di buona qualità per proteggere gli occhi dall’irritazione data dai raggi UV, dal vento e da eventuali allergeni.

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